Milano
Piazzetta Enrico Cuccia, 1
Già Palazzo Visconti-Ajmi, fu costruito nel secolo XVII. È sede di Mediobanca dalla sua fondazione.
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Il Palazzo fu costruito nel XVII secolo da uno dei rami dei Visconti utilizzando in parte due edifici di culto da tempo sconsacrati, l'oratorio di San Lorenzo in Torrigia (di cui si ha notizia sin dal secolo XI) e la Chiesa di San Damiano alla Scala (di cui restano tracce in giardino). Il grande cortile rettangolare ha il portico ad archi ribassati su colonne toscane. Due salette a terreno, una al primo piano ed una al terzo hanno volte affrescate a motivi decorativi della fine del '600. Un'antica torre, incorporata nell'edificio, ha dipinti e medaglioni seicenteschi. La casa fu di Annibale Visconti, che si dedicò alla carriera militare combattendo varie campagne al servizio dell'impero e meritando la promozione a feld-maresciallo. |
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Nel 1733 fu il primo italiano ad assumere la carica di governatore del Castello di Milano (per quasi tre secoli, dopo la caduta degli Sforza, la carica era stata concessa solo a gentiluomini spagnoli). Accanto al palazzo sorgeva la chiesa di S. Maria della Scala che fu demolita nel 1776 per erigere il Teatro alla Scala. Nel 1885 Giuseppina Gnecchi-Turati acquistò l'edificio dai comproprietari Ajmi e lo fece restaurare a cura di Fausto Bagatti-Valsecchi. Nel 1946 Mediobanca acquistò l'immobile facendone la sua sede. Nel settembre 2000 la piazzetta antistante il palazzo è stata intitolata ad Enrico Cuccia. |
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La cancellata artistica in bronzo risale agli anni '60 ed è opera di Francesco Barbieri. È stata fusa a Verona impiegando circa 40 quintali di bronzo di lega purissima.La cancellata è divisa in cinque rettangoli, legati da sei candeliere cesellate con motivi decorativi; in cima, la scultura di un mostro di fantasia mitologica. |
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Nel rettangolo centrale, tra due cariatidi, c'è l'apertura della cancellata, in un'architettura con i mesi dell'anno rappresentati dai dodici segni dello zodiaco, con un motivo decorativo di idealizzazione dell'acanto, intrecciato con immagini terrestri, marine e del cielo: il concetto dello scultore è stato quello di una complessiva immagine cosmica. |
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Negli altri quattro rettangoli si richiamano momenti della storia di Milano: il primo rettangolo a sinistra rappresenta la conversione di Sant'Agostino con Sant'Ambrogio che lo battezza, il secondo rappresenta l'imperatore romano Augusto a Milano; il primo rettangolo a destra rappresenta la battaglia di Legnano e il Carroccio, il secondo la Corte degli Sforza nello studio di Leonardo. |
Fonti:
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Paolo Mezzanotte - Giacomo Bascapè, Milano nell'arte e nella storia - Emilio Bestetti, Milano 1948
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Valentino De Carlo, Le strade di Milano - Newton & Compton Editori, Milano 1998
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Via Filodrammatici, 1
Piazza Paolo Ferrari, 6
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Palazzo del Teatro dei Filodrammatici. Inaugurato nel 1800, fu ricostruito nel 1970; da tale anno Mediobanca possiede la metà circa dello stabile che utilizza per gli uffici suoi e di consociate. Nel '700 a Milano vi era una grande passione per il teatro e la città pullulava di compagnie di filodrammatici "per soddisfare la febbre collettiva di calcar le scene". Sul finire del secolo emerse quindi la necessità di una scuola di recitazione e di un teatro ampio e decoroso. Nacque così la Compagnia dei Giovani Repubblicani, poi Compagnia del Teatro Patriottico, che iniziò le recite nel 1796 e alla fine del 1800 si trasferì nel Teatro dei Filodrammatici, ricavato nella chiesa sconsacrata di San Damiano al Carrobbio. La chiesa risaliva al XIV secolo ed era annessa all'ospedale dei SS. Cosma e Damiano che dava il nome alla piazzetta antistante. L'edificio fu riadattato dall'architetto Luigi Canonica seguendo uno schizzo del Piermarini da Foligno, sviluppato dal suo allievo Leopoldo Pollack. La Compagnia del Teatro Patriottico divenne Accademia dei Filodrammatici nel 1805 ed ebbe tra i soci Carlo Porta, Vincenzo Monti e Ugo Foscolo. |
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Nel 1904 il teatro fu risistemato ad opera degli architetti Laveni e Avati e in tale occasione la vecchia facciata in laterizio, che ricordava l'antica chiesa, fu trasformata in forme simili a quelle attuali. Nel 1943 e nel 1945 il palazzo fu gravemente danneggiato dalle incursioni aeree e nel 1970 fu ricostruito ad opera dell'architetto Luigi Caccia Dominioni. La ricostruzione riguardò l'intero edificio, una parte del quale (415,8 millesimi) fu acquisita da Mediobanca. La Piazzetta dei SS. Cosma e Damiano, poi S. Damiano alla Scala, prese il nome di Piazzetta Filodrammatici e, nel 1889, di Piazza Paolo Ferrari (dal commediografo e poeta modenese vissuto tra il 1822 e il 1889). |
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I filodrammatici diedero il nome al luogo: contrada del Teatro filodrammatico, poi abbreviato in via Filodrammatici. La via era fiancheggiata da notevoli residenze patrizie, poi demolite o rimaneggiate. Al numero 1 (ingresso secondario dell'edificio di Piazza Paolo Ferrari n. 6) sopravvive un portale di epoca sforzesca già appartenuto al palazzo di Gasparo Vimercati, fautore e devoto di Francesco Sforza; mecenate generoso, a lui si deve fra l'altro la costruzione del convento e della chiesa di S. Maria delle Grazie. Il portale è uno dei pochi esemplari a sesto acuto rimasti a Milano, ornato di rilievi tardogotici; sul lato destro sono le insegne gentilizie con le sbarre dei Vimercati e le sigle CO GA (Comes Gaspar); sul lato sinistro sono le insegne dei Secco d'Aragona, imparentati coi Vimercati, rappresentate dallo scudo attraversato da una barra caricata di tre stelle. L'arco a doppio giro di marmo bianco termina superiormente con un'anconetta che racchiude la pigna sforzesca con il motto "si te fata vocant". Nella serraglia sono scolpite tre teste: nel mezzo Francesco Sforza, ai lati Giulio Cesare e Alessandro il Macedone. Non si hanno notizie precise sulla data di costruzione della porta, che si fa risalire al periodo tra il 1450 e il 1466 (rispettivamente, data di assunzione di Francesco Sforza al ducato e data della sua morte). |
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Fonti:
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Paolo Mezzanotte - Giacomo Bascapè, Milano nell'arte e nella storia - Emilio Bestetti, Milano 1948
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Emilio Guicciardi, Il nuovo Teatro di un'accademia milanese 1798-1970 - Accademia dei Filodrammatici, Milano 1970
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Valentino De Carlo, Le strade di Milano - Newton & Compton Editori, Milano 1998
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